Via San Donato, 38
40127 BOLOGNA
Tel. 051.24.40.90

S.Messe

Domenica: ore 9 e 11
Lunedì: ore 7 e 18.30
Martedì: ore 7 e 18.30
Mercoledì: ore 7 e 18.30
Giovedì: ore 18.30
Venerdì: ore 18.30
Sabato e prefestivi: ore 18.30

Confessioni

Su appuntamento oppure prima o dopo le Messe

Offerte

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- CC bancario IBAN: IT 63 W 02008 02466 000001501974
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Programma dal 10 al 17 gennaio 2016

Domenica 10 gennaio,
III dopo Natale,
Festa del Battesimo del Signore
 6.30 Ufficio delle letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa con battesimo, 17.30 Rosario, 17.55 Secondi Vespri,
18.30 Messa.
Lunedì 11 gennaio 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina
Martedì 12 gennaio
6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Mercoledì 13 gennaio,
S. Ilario
6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Giovedì 14 gennaio 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Venerdì 15 gennaio 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina, 20 Prima lettura domenicale.
Sabato 16 gennaio 16 Confessioni, 17.30 Rosario, 17.55 Primi Vespri,
18.30 Messa prefestiva, 19.15 Lectio Divina.
Domenica 17 gennaio,
II del tempo ordinario
6.30 Ufficio delle letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa, 17.30 Rosario, 17.55 Secondi Vespri,
18.30 Messa.

Avvisi

Domenica 3 gennaio, prima del mese, sono stati raccolti € 687, che serviranno per le spese ordinarie di manutenzione (luce, riscaldamento, acqua, pulizie). Grazie a quanti hanno contribuito per il bene di tutta la parrocchia e di tutti i parrocchiani.
Sabato 9 gennaio dalle 15 alle 16 riprende a PerLaDanza il corso di Body Work. Iscrizioni in segreteria.
Domenica 10 gennaio alle ore 14 incontro sul tema dell’accoglienza dei profughi. Sarà con noi per aiutarci il diacono Mario Marchi, Direttore della Caritas diocesana.
Martedì 12 gennaio iniziano le Benedizioni pasquali.
Domenica 17 gennaio è la Giornata del migrante e del rifugiato e la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. L’Azione Cattolica parrocchiale si riunisce per la messa delle 11, il pranzo e l’adesione annuale. Alle ore 16.30 Catechesi del parroco sull’Anno Santo.
Dal 18 al 25 gennaio si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Giovedì 21 gennaio alle ore 21 presso la parrocchia di S. Egidio Giovanni Lenzi della Piccola Famiglia dell’Annunziata terrà una conferenza sul tema: «La misericordia nei padri siri». Il tema è suggerito dall’Anno Santo e il contesto è quello della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. L’evento è organizzato dall’Associazione Icona fondata trent’anni fa a Sammartini (Crevalcore) da d. Giovanni Nicolini, il prof. Luigi Pedrazzi e l’iconografo Giancarlo Pellegrini. Si auspica la presenza dei nostri fratelli delle chiese orientali e ortodosse presenti a Bologna.

Notizie dalla parrocchia di S. Egidio
Anno 2016 Numero 3 – sabato 9 gennaio 2016

Carissimi parrocchiani e amici, oggi vi trascrivo di seguito la bellissima omelia che papa Francesco ha pronunciato a Roma, in S. Pietro, mercoledì 6 gennaio 2016 durante la celebrazione della messa della Solennità dell’Epifania. Dio vi benedica e vi doni pace. D. Giuseppe
Le parole del profeta Isaia – rivolte alla città santa Gerusalemme – ci chiamano ad alzarci, ad uscire, uscire dalle nostre chiusure, uscire da noi stessi, e a riconoscere lo splendore della luce che illumina la nostra esistenza: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (60,1). La “tua luce” è la gloria del Signore. La Chiesa non può illudersi di brillare di luce propria, non può. Lo ricorda con una bella espressione sant’Ambrogio, utilizzando la luna come metafora della Chiesa: «Veramente come la luna è la Chiesa: […] rifulge non della propria luce, ma di quella di Cristo. Trae il proprio splendore dal Sole di giustizia, così che può dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”» (Exameron, IV, 8, 32). Cristo è la vera luce che rischiara; e nella misura in cui la Chiesa rimane ancorata a Lui, nella misura in cui si lascia illuminare da Lui, riesce a illuminare la vita delle persone e dei popoli. Per questo i santi Padri riconoscevano nella Chiesa il “mysterium lunae”. Abbiamo bisogno di questa luce che viene dall’alto per corrispondere in maniera coerente alla vocazione che abbiamo ricevuto. Annunciare il Vangelo di Cristo non è una scelta tra le tante che possiamo fare, e non è neppure una professione. Per la Chiesa, essere missionaria non significa fare proselitismo; per la Chiesa, essere missionaria equivale ad esprimere la sua stessa natura: essere illuminata da Dio e riflettere la sua luce. Questo è il suo servizio. Non c’è un’altra strada. La missione è la sua vocazione: far risplendere la luce di Cristo è il suo servizio. Quante persone attendono da noi questo impegno missionario, perché hanno bisogno di Cristo, hanno bisogno di conoscere il volto del Padre. I Magi, di cui ci parla il Vangelo di Matteo, sono testimonianza vivente del fatto che i semi di verità sono presenti ovunque, perché sono dono del Creatore che chiama tutti a riconoscerlo come Padre buono e fedele. I Magi rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù non esiste più divisione alcuna di razza, di lingua e di cultura: in quel Bambino, tutta l’umanità trova la sua unità. E la Chiesa ha il compito di riconoscere e far emergere in modo più chiaro il desiderio di Dio che ognuno porta in sé. Questo è il servizio della Chiesa, con la luce che essa riflette: far emergere il desiderio di Dio che ognuno porta in sé. Come i Magi tante persone, anche ai nostri giorni, vivono con il “cuore inquieto” che continua a domandare senza trovare risposte certe – è l’inquietudine dello Spirito Santo che si muove nei cuori. Sono anche loro alla ricerca della stella che indica la strada verso Betlemme. Quante stelle ci sono nel cielo! Eppure, i Magi ne hanno seguita una diversa, nuova, che per loro brillava molto di più. Avevano scrutato a lungo il grande libro del cielo per trovare una risposta ai loro interrogativi – avevano il cuore inquieto -, e finalmente la luce era apparsa. Quella stella li cambiò. Fece loro dimenticare gli interessi quotidiani, e si misero subito in cammino. Diedero ascolto ad una voce che nell’intimo li spingeva a seguire quella luce – è la voce dello Spirito Santo, che opera in tutte le persone -; ed essa li guidò finché trovarono il re dei Giudei in una povera casa di Betlemme. Tutto questo è un insegnamento per noi. Oggi ci farà bene ripetere la domanda dei Magi: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti per adorarlo» (Mt 2,2). Siamo sollecitati, soprattutto in un periodo come il nostro, a porci in ricerca dei segni che Dio offre, sapendo che richiedono il nostro impegno per decifrarli e comprendere così la sua volontà. Siamo interpellati ad andare a Betlemme per trovare il Bambino e sua Madre. Seguiamo la luce che Dio ci offre – piccolina…; l’inno del breviario poeticamente ci dice che i Magi “lumen requirunt lumine”: quella piccola luce –, la luce che promana dal volto di Cristo, pieno di misericordia e di fedeltà. E, una volta giunti davanti a Lui, adoriamolo con tutto il cuore, e presentiamogli i nostri doni: la nostra libertà, la nostra intelligenza, il nostro amore. La vera sapienza si nasconde nel volto di questo Bambino. È qui, nella semplicità di Betlemme, che trova sintesi la vita della Chiesa. È qui la sorgente di quella luce, che attrae a sé ogni persona nel mondo e orienta il cammino dei popoli sulla via della pace.

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