Via San Donato, 38
40127 BOLOGNA
Tel. 051.24.40.90

S.Messe

Domenica: ore 9 e 11
Lunedì: ore 7 e 18.30
Martedì: ore 7 e 18.30
Mercoledì: ore 7 e 18.30
Giovedì: ore 18.30
Venerdì: ore 18.30
Sabato e prefestivi: ore 18.30

Confessioni

Su appuntamento oppure prima o dopo le Messe

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PROGRAMMA dal 28 febbraio al 6 marzo 2016

Domenica 28 febbraio,
III di quaresima,
XLII Giornata di solidarietà con la Chiesa di Iringa (Tanzania)
6.30 Ufficio delle letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa con riti prebattesimali, 17.30 Rosario, 17.55 Secondi Vespri,
18.30 Messa.
Lunedì 29 febbraio 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Martedì 1 marzo 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi,
7.30 Messa, 12.40 Ora media,
15.30 Messa S. Orsola (Cappella S. Francesco presso Nuove Patologie, IV piano), 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina, 21 Lectio Divina settimanale.
Mercoledì 2 marzo 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media,
15.30 Messa S. Orsola (Cappella S. Francesco presso Nuove Patologie, IV piano), 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Giovedì 3 marzo 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Venerdì 4 marzo 6 Ufficio delle letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 15.30 Via crucis. Dopo la Via crucis la chiesa chiude. Si svolge la terza stazione quaresimale delle parrocchie della Zona pastorale a S. Domenico Savio: alle 18 Confessioni;
alle 18.30 Messa presieduta da don Marco Grossi. Segue l’iniziativa 24 ore per il Signore: adorazione eucaristica e possibilità di confessarsi fino a mezzogiorno del sabato. Alle 20 in parrocchia Prima lettura domenicale, 21 Messa.
Sabato 5 marzo 16 Confessioni, 17.30 Rosario, 17.55 Primi Vespri,
18.30 Messa prefestiva con riti prebattesimali, 19.15 Lectio Divina.
Domenica 6 marzo,
IV di quaresima
6.30 Ufficio delle letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa, 17.30 Rosario, 17.55 Secondi Vespri,
18.30 Messa.

AVVISI

Mercoledì 2 e 9 marzo in cattedrale alle 21 l’arcivescovo Matteo incontra i giovani.

Giovedì 3 marzo alle 21 l’Azione Cattolica parrocchiale invita ad un incontro sul recente convegno nazionale della Chiesa italiana a Firenze.

Domenica 28 febbraio dalle ore 15 alle 18 incontro di giovani cristiani e musulmani.

Domenica 6 marzo pranzo e incontro alle 14. Nel pomeriggio pellegrinaggio vicariale a S. Luca per l’Anno Santo della Misericordia (manifesto a parte): alle 16 ritrovo al Meloncello e alle 17.30 Messa al Santuario di S. Luca.

Sabato 12 marzo alle 21 presso il Centro Sociale Pilastro, via Dino Campana 4, spettacolo umoristico di Bruno Nataloni sulle tappe di una vita nella fede.

NOTIZIE

Anno 2016 Numero 10 – sabato 27 febbraio 2016

Messico e Pena di morte

Cari parrocchiani e amici, domenica scorsa, 21 febbraio 2016, durante l’Angelus in piazza S. Pietro il papa Francesco ha ricordato il viaggio compiuto in Messico la scorsa settimana e pronunciato parole importanti sul tema della pena di morte. Vi riporto volentieri il testo del suo discorso.

Dio vi benedica e vi doni pace. Don Giuseppe

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! La seconda domenica di Quaresima ci presenta il Vangelo della Trasfigurazione di Gesù. Il viaggio apostolico che ho compiuto nei giorni scorsi in Messico è stata un’esperienza di trasfigurazione. Come mai? Perché il Signore ci ha mostrato la luce della sua gloria attraverso il corpo della sua Chiesa, del suo Popolo santo che vive in quella terra. Un corpo tante volte ferito, un Popolo tante volte oppresso, disprezzato, violato nella sua dignità. In effetti, i diversi incontri vissuti in Messico sono stati pieni di luce: la luce della fede che trasfigura i volti e rischiara il cammino. Il “baricentro” spirituale del pellegrinaggio è stato il Santuario della Madonna di Guadalupe. Rimanere in silenzio davanti all’immagine della Madre era ciò che prima di tutto mi proponevo. E ringrazio Dio che me lo ha concesso. Ho contemplato, e mi sono lasciato guardare da Colei che porta impressi nei suoi occhi gli sguardi di tutti i suoi figli, e raccoglie i dolori per le violenze, i rapimenti, le uccisioni, i soprusi a danno di tanta povera gente, di tante donne. Guadalupe è il Santuario mariano più frequentato al mondo. Da tutta l’America vanno a pregare là dove la Virgen Morenita si mostrò all’indio san Juan Diego, dando inizio all’evangelizzazione del continente e alla sua nuova civiltà, frutto dell’incontro tra diverse culture. E questa è proprio l’eredità che il Signore ha consegnato al Messico: custodire la ricchezza della diversità e, nello stesso tempo, manifestare l’armonia della fede comune, una fede schietta e robusta, accompagnata da una grande carica di vitalità e di umanità. Come i miei Predecessori, anch’io sono andato a confermare la fede del popolo messicano, ma contemporaneamente ad esserne confermato; ho raccolto a piene mani questo dono perché vada a beneficio della Chiesa universale. Un esempio luminoso di quanto sto dicendo è dato dalle famiglie: le famiglie messicane mi hanno accolto con gioia come messaggero di Cristo, Pastore della Chiesa; ma a loro volta mi hanno donato delle testimonianze limpide e forti, testimonianze di fede vissuta, di fede che trasfigura la vita, e questo a edificazione di tutte le famiglie cristiane del mondo. E lo stesso si può dire per i giovani, per i consacrati, per i sacerdoti, per i lavoratori, per i carcerati. Perciò rendo grazie al Signore e alla Vergine di Guadalupe per il dono di questo pellegrinaggio. Inoltre, ringrazio il Presidente del Messico e le altre Autorità civili per la calorosa accoglienza; ringrazio vivamente i miei fratelli nell’Episcopato, e tutte le persone che in tanti modi hanno collaborato. Una lode speciale eleviamo alla Santissima Trinità per aver voluto che, in questa occasione, avvenisse a Cuba l’incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, il caro fratello Kirill; un incontro tanto desiderato pure dai miei Predecessori. Anche questo evento è una luce profetica di Risurrezione, di cui oggi il mondo ha più che mai bisogno. La Santa Madre di Dio continui a guidarci nel cammino dell’unità. Preghiamo la Madonna di Kazan’, di cui il Patriarca Kirill mi ha regalato un’icona.

(Dopo l’Angelus) Cari fratelli e sorelle, domani avrà luogo a Roma un convegno internazionale dal titolo “Per un mondo senza la pena di morte”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Auspico che il simposio possa dare rinnovato impulso all’impegno per l’abolizione della pena capitale. Un segno di speranza è costituito dallo sviluppo, nell’opinione pubblica, di una sempre più diffusa contrarietà alla pena di morte anche solo come strumento di legittima difesa sociale. In effetti, le società moderne hanno la possibilità di reprimere efficacemente il crimine senza togliere definitivamente a colui che l’ha commesso la possibilità di redimersi. Il problema va inquadrato nell’ottica di una giustizia penale che sia sempre più conforme alla dignità dell’uomo e al disegno di Dio sull’uomo e sulla società e anche a una giustizia penale aperta alla speranza del reinserimento nella società. Il comandamento «non uccidere» ha valore assoluto e riguarda sia l’innocente che il colpevole. Il Giubileo straordinario della Misericordia è un’occasione propizia per promuovere nel mondo forme sempre più mature di rispetto della vita e della dignità di ogni persona. Anche il criminale mantiene l’inviolabile diritto alla vita, dono di Dio. Faccio appello alla coscienza dei governanti, affinché si giunga ad un consenso internazionale per l’abolizione della pena di morte. E propongo a quanti tra loro sono cattolici di compiere un gesto coraggioso ed esemplare: che nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della Misericordia. Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono chiamati oggi ad operare non solo per l’abolizione della pena di morte, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana delle persone private della libertà. Auguro a tutti una buona domenica. Per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

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