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Notizie dalla parrocchia di S. Egidio – Anno 2012 Numero 1

Notizie dalla parrocchia di S. Egidio

Anno 2012 Numero 1

Sabato 19 maggio 2012

Carissimi parrocchiani e amici, il I numero delle Notizie dalla parrocchia contiene il testo dell’omelia che ho pronunciato durante la messa della nostra parrocchia davanti all’Icona della Madonna di S. Luca in Cattedrale martedì 15 maggio, testo che alcuni di voi mi hanno richiesto.

Martedì 15 maggio 2012

Omelia durante la messa della parrocchia di S. Egidio
davanti all’Immagine della Madonna di S. Luca in Cattedrale

Letture At 2,14.36-42 Sal 33 Gv 3,1-6

Carissimi fedeli della parrocchia di S. Egidio, carissimi tutti qui presenti, abbiamo ascoltato, nella prima lettura dagli Atti degli apostoli, il racconto di quello che succede nel giorno della prima pentecoste cristiana. S. Luca, dopo aver parlato della discesa dello Spirito Santo sulla prima comunità di Gerusalemme, riporta un lungo discorso dell’apostolo Pietro, che si conclude con le parole iniziali del brano che è stato proclamato: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». Queste parole contengono l’annuncio fondamentale del Vangelo: Gesù è morto e risorto. Pietro, però, per trasmettere in modo efficace ed incisivo alla numerosa folla che lo ascolta la Buona notizia, insiste sui soggetti che compiono le azioni. Gesù è morto, ma con più forza Pietro dice ai suoi ascoltatori: «Voi lo avete crocifisso». Gesù è risorto, ma con viva fede Pietro dice: «Dio lo ha costituito Signore e Cristo». In altri termini, Pietro dice senza troppi giri di parole: Siete stati voi a crocifiggere Gesù ed è stato Dio a risuscitarlo. Voi avete dato la morte e Dio ha dato la vita.

L’annuncio di S. Pietro è davvero efficace. Circa tremila persone, quando lo sentono, avvertono che nel loro cuore è successo qualcosa di importante: «Si sentirono trafiggere il cuore». È un po’ come se la parola di Pietro li avesse colpiti. Hanno sentito del male, perché la parola di Pietro li ha feriti. Gesù è stato trafitto da loro ed ora anche loro si sentono trafiggere. Quando avevano trafitto Gesù sulla croce, non potevano immaginarsi che poche settimane dopo anche loro sarebbero stati trafitti. Certo, è meglio essere colpiti dalle parole piuttosto che da una lancia, ma la folla che ascoltava Pietro ci rimane davvero male. Capiscono che debbono fare qualcosa: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». S. Pietro ha la risposta pronta per loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo».

La risposta di Pietro è in sostanza quella che noi troviamo nel Vangelo che abbiamo ascoltato. Si tratta dell’inizio di un dialogo tra Gesù ed un anziano giudeo che è andato a trovarlo di notte. Gesù gli spiega che, anche se è anziano, può incominciare una vita nuova credendo in lui, in Gesù. La fede in me, diceva Gesù a Nicodemo, ti fa vedere il regno di Dio. È la fede in me che ti fa nascere di nuovo, nascere una seconda volta, nascere dall’alto, nascere dall’acqua e dallo Spirito. S. Pietro ha imparato da Gesù il senso della vita nuova che incomincia credendo in lui. La proposta di Pietro alla folla di Gerusalemme nel giorno di Pentecoste è la proposta di Gesù a Nicodemo, ovvero ai giudei che egli rappresentava.

Carissimi fedeli di S. Egidio e carissimi tutti qui convenuti, le parole del Santo Vangelo e degli Atti degli apostoli non sono più rivolte ai giudei del tempo di Gesù ma a noi, oggi qui riuniti in comunione speciale con Maria, madre di Gesù e madre nostra. Possiamo chiederci se il nostro cuore è reattivo all’annuncio del Vangelo o forse un po’ spento. Può darsi che la vita stessa, con le sue prove e difficoltà, con lo stesso scorrere implacabile degli anni, con le brutte notizie dei nostri tempi, con i suicidi e le violenze, le ingiustizie e le miserie, ci abbia un po’ stancato ed esaurito. Forse il nostro cuore è diventato freddo o insensibile. Nella Bibbia si parla frequentemente del pericolo della durezza del cuore, tipico di chi, come noi, cerca ogni giorno di mettersi in ascolto del Signore che parla. Un cuore duro non è più capace di lasciarsi colpire della parola predicata dalla Chiesa. Tale parola scivola via come sulla pietra, senza lasciare traccia.

Oggi, però, abbiamo una nuova possibilità. Anche se ci trovassimo in tale sclerocardia, in tale insensibilità e durezza del cuore, potremmo affidarci a Maria. Il suo è un cuore diverso dal nostro, un cuore che ascolta e che medita la Parola, un cuore umile che riconosce e canta le grandi opere compiute da Dio nella sua piccola grande vita.

Chiediamo a Maria di aiutarci. Ella è cooperatrice della nostra salvezza. Essendo Gesù l’unico mediatore e l’unica causa della nostra salvezza, Maria è resa singolarmente partecipe di questa azione salvifica dell’unico mediatore. Chiediamo a Maria questa grazia: che non permetta che il nostro cuore, caduto nel male e nel peccato, si indurisca e si allontani dalla verità. Per sua intercessione chiediamo a Dio stesso di non permettere che il nostro cuore si inclini verso il male, da cui è facilmente attratto. Il Signore Gesù ci ha promesso: «Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). L’innalzamento di Gesù da terra si è compiuto nella sua gloriosa morte in croce e nella sua Ascensione, che celebreremo nei prossimi giorni. Siamo perciò nel tempo in cui il Signore risorto sta già esercitando la sua misteriosa attrazione verso di sé delle nostre persone. Lasciamoci attrarre dal Signore, accogliamo con gratitudine la parola predicata dalla Chiesa, lasciamoci riconciliare con Dio.

Sia lodato Gesù Cristo.