Via San Donato, 38
40127 BOLOGNA
Tel. 051.24.40.90

In canonica nei giorni feriali c’è qualcuno a cui rivolgersi o telefonare nei seguenti orari:
mattina dalle 9,30 alle 12,30
pomeriggio dalle 16 alle 19

Offerte

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Orari

17.30 - Rosario
17.55 - Vespri
19.15 - Lectio

S.Messe

Domenica: ore 11 e 18.30
Feriale e prefestiva: ore 18.30

Solo in Luglio ed Agosto:
Domenica: ore 09.30
Feriale e prefestiva: ore 18.30

Confessioni

Sabato dalle 16.00 alle 18.30

PROGRAMMA LITURGICO dal 19 al 25 febbraio 2017

Domenica 19 febbraio,
VII del tempo ordinario
6.30 Ufficio delle Letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa.
Lunedì 20 febbraio 6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Martedì 21 febbraio,
S. Pier Damiani
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina, 21 Lectio Divina settimanale.
Mercoledì 22 febbraio,
Festa della Cattedra di S. Pietro (Roma)
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Giovedì 23 febbraio,
S. Policarpo
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Venerdì 24 febbraio 6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Sabato 25 febbraio 16 Confessioni, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa prefestiva, 19.15 Lectio Divina.
Domenica 26 febbraio,
VIII del tempo ordinario
6.30 Ufficio delle Letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa.

AVVISI

Domenica 19 febbraio alle 9.45 Genitori dei cresimandi.

Domenica 26 febbraio alle 16 il dott. Daniele Benini parlerà su «La genitorialità tra amore e desiderio: generare dal punto di vista psichico». Sono particolarmente invitati fidanzati e coniugi.

Mercoledì 1 marzo è il mercoledì delle Ceneri: inizia la Quaresima.

Giovedì 2 marzo alle 21 in Cattedrale incontro con mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e Ivano Dionigi, Università di Bologna.

Domenica 5 marzo, Prima domenica di quaresima, Pranzo e incontro comunitario. Alle 15.30 in chiesa Ritiro spirituale.

Domenica 12 marzo viviamo la III tappa del Congresso Eucaristico Diocesano: alle 10 Messa, alle 11 incontro dei gruppi. Alle 16 Anna Braca presenterà l’esperienza dell’affido e di appoggio a bambini. A questo incontro sul tema dell’accoglienza siamo tutti invitati.

NOTIZIE DALLA PARROCCHIA DI S. EGIDIO

Anno 2017 Numero 7 – sabato 18 febbraio 2017

Università

Cari fratelli e sorelle, nella nostra parrocchia vivono e studiano numerosi studenti universitari. Leggendo il discorso che il Papa ha rivolto venerdì 17 febbraio a studenti e docenti dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho pensato di dedicare loro e a tutti voi qualche passaggio che vi riporto.

Dio vi benedica e vi doni pace. Don Giuseppe

 

La nostra società è ricca di bene, di azioni di solidarietà e di amore nei confronti del prossimo: tante persone e tanti giovani, sicuramente anche tra di voi, sono impegnati nel volontariato e in attività al servizio dei più bisognosi. E questo è uno dei valori più grandi di cui essere grati e orgogliosi. Però, se ci guardiamo attorno, vediamo che nel mondo ci sono tanti, troppi segni di inimicizia e di violenza. Come ha giustamente osservato Giulia, sono presenti molteplici segnali di un “agire violento”. Ti ringrazio, Giulia, perché il Messaggio per la Giornata della Pace di quest’anno propone proprio la nonviolenza come stile di vita e di azione politica. In effetti, stiamo vivendo una guerra mondiale a pezzi: ci sono conflitti in molte regioni del pianeta, che minacciano il futuro di intere generazioni. Come mai la comunità internazionale, con le sue organizzazioni, non riesce a impedire o a fermare tutto questo? Gli interessi economici e strategici hanno più peso del comune interesse alla pace? Sicuramente queste sono domande che trovano spazio nelle aule delle università, e risuonano prima di tutto nelle nostre coscienze. Ecco: l’università è un luogo privilegiato in cui si formano le coscienze, in un serrato confronto tra le esigenze del bene, del vero e del bello, e la realtà con le sue contraddizioni. Un esempio concreto? L’industria delle armi. Da decenni si parla di disarmo, si sono attuati anche processi importanti in tal senso, ma purtroppo, oggi, malgrado tutti i discorsi e gli impegni, molti Paesi stanno aumentando le spese per gli armamenti. E questa, in un mondo che lotta ancora contro la fame e le malattie, è una scandalosa contraddizione. Di fronte a questa drammatica realtà, giustamente voi vi chiedete: quale dev’essere la nostra risposta? Certamente non un atteggiamento di scoraggiamento e di sfiducia. Voi giovani, in particolare, non potete permettervi di essere senza speranza, la speranza è parte di voi stessi. Quando manca la speranza, di fatto manca la vita; e allora alcuni vanno in cerca di un’esistenza ingannatrice che viene offerta dai mercanti del nulla. Costoro vendono cose che procurano felicità momentanee e apparenti, ma in realtà introducono in strade senza uscita, senza futuro, veri labirinti esistenziali. Le bombe distruggono i corpi, le dipendenze distruggono le menti, le anime, e anche i corpi. E qui vi do un altro esempio concreto di contraddizione attuale: l’industria del gioco d’azzardo. Le università possono dare un valido contributo di studio per prevenire e contrastare la ludopatia, che provoca danni gravi alle persone e alle famiglie, con alti costi sociali. Una risposta che vorrei suggerirvi – e ho presente la domanda di Niccolò – è quella di impegnarvi, anche come università, in progetti di condivisione e di servizio agli ultimi, per far crescere nella nostra città di Roma il senso di appartenenza ad una “patria comune”. Tante urgenze sociali e tante situazioni di disagio e di povertà ci interpellano: pensiamo alle persone che vivono per strada, ai migranti, a quanti necessitano non solo di cibo e vestiti, ma di un inserimento nella società, come ad esempio coloro che escono dal carcere. Venendo incontro a queste povertà sociali, ci si rende protagonisti di azioni costruttive che si oppongono a quelle distruttive dei conflitti violenti e si oppongono anche alla cultura dell’edonismo e dello scarto, basata sugli idoli del denaro, del piacere, dell’apparire… Invece, lavorando con progetti, anche piccoli, che favoriscono l’incontro e la solidarietà, si recupera insieme un senso di fiducia nella vita. In ogni ambiente, specialmente in quello universitario, è importante leggere e affrontare questo cambiamento di epoca con riflessione e discernimento, cioè senza pregiudizi ideologici, senza paure o fughe. Ogni cambiamento, anche quello attuale, è un passaggio che porta con sé difficoltà, fatiche e sofferenze, ma porta anche nuovi orizzonti di bene. I grandi cambiamenti chiedono di ripensare i nostri modelli economici, culturali e sociali, per recuperare il valore centrale della persona umana. Riccardo, nella terza domanda, ha fatto riferimento alle “informazioni che in un mondo globalizzato sono veicolate specialmente dai social network”. In questo ambito così complesso, mi pare sia necessario operare un sano discernimento, sulla base di criteri etici e spirituali. Occorre, cioè, interrogarsi su ciò che è buono, facendo riferimento ai valori propri di una visione dell’uomo e del mondo, una visione della persona in tutte le sue dimensioni, soprattutto in quella trascendente. Non abbiate paura di aprirvi agli orizzonti dello spirito, e se ricevete il dono della fede – perché la fede è un dono – non abbiate paura di aprirvi all’incontro con Cristo e di approfondire il rapporto con Lui. La fede non limita mai l’ambito della ragione, ma lo apre a una visione integrale dell’uomo e della realtà, preservando dal pericolo di ridurre la persona a “materiale umano”. Con Gesù le difficoltà non spariscono, ma si affrontano in modo diverso, senza paura, senza mentire a sé stessi e agli altri; si affrontano con la luce e la forza che viene da Lui. E si può diventare, come ha detto Riccardo, “operatori della carità intellettuale”, a partire dalla stessa Università, perché sia luogo di formazione alla “sapienza” nel senso più pieno del termine, di educazione integrale della persona. In questa prospettiva l’Università offre il suo peculiare e indispensabile contributo al rinnovamento della società. E l’Università può essere anche luogo in cui si elabora la cultura dell’incontro e dell’accoglienza delle persone di tradizioni culturali e religiose diverse.