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Notizie dalla parrocchia di S. Egidio – Anno 2015 Numero 1

Notizie dalla parrocchia di S. Egidio
Anno 2015 Numero 1 – Sabato 12 Settembre 2015

Carissimi parrocchiani e amici, col I numero delle Notizie dalla parrocchia di quest’anno porto anzitutto la vostra attenzione sul tempo straordinario che già stiamo vivendo e quindi su quanto ci aspetta: il giorno della Festa di S. Egidio (1 Settembre) è stata in comunione con la Chiesa Cattolica e altre Chiese la prima giornata di preghiera mondiale per la cura del creato. Nei giorni della Festa patronale abbiamo cominciato a riflettere insieme sulla Lettera enciclica del Papa Francesco «Laudato Si’. Sulla cura della casa comune». In Ottobre, da Domenica 4 a Domenica 25, si svolge a Roma il Sinodo ordinario sulla Famiglia. In Novembre, da Lunedì 9 a Venerdì 13, si svolge a Firenze il V Convegno ecclesiale nazionale dal titolo «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». In Dicembre, da Martedì 8 Dicembre 2015 al 20 Novembre 2016, vivremo un nuovo Anno Santo straordinario dedicato alla misericordia. Papa Francesco, a 50 anni dalla fine del Concilio Vaticano II, invita tutti noi a riscoprire che Dio è amore. Ci ricorda quanto già insegnava Gesù ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati» (Lc 6,36-37).
Tra questi grandi avvenimenti dobbiamo poi inserire il nostro cammino come diocesi di Bologna e come parrocchia. A livello diocesano, mentre ringraziamo il Signore per il ministero del nostro caro arcivescovo, il cardinale Carlo Caffarra, ci impegniamo a pregare perché lo Spirito Santo continui ad illuminare il Papa che dovrà scegliere per noi un nuovo vescovo. A livello parrocchiale, come ampiamente ricordato nei mesi scorsi, il 2016 è per la nostra parrocchia l’anno della decennale eucaristica. Nell’omelia della Festa di S. Egidio e in altre occasioni precedenti e successive, vuoi in chiesa vuoi negli incontri personali coi ministri e coi diaconi, ho espresso il desiderio che possiamo approfittare dell’occasione della decennale sia, come è ovvio, per riscoprire il dono della Messa nella nostra vita personale, familiare e parrocchiale, sia per costruire insieme un percorso adatto alle nostre forze per vivere lietamente tale ricorrenza decennale. Per questo vi invito Domenica 4 Ottobre a pranzare insieme e a incominciare il nostro dialogo e la nostra riflessione. L’invito è rivolto a tutti, parrocchiani e amici che ci frequentano in qualunque aspetto della nostra vita parrocchiale. Si sentano in particolare invitati tutti i ministri, i membri del Consiglio pastorale parrocchiale, gli educatori, i catechisti, gli animatori di ogni gruppo parrocchiale, i volontari del Cinema Perla, insomma tutti coloro che più da vicino collaborano con me e condividono con me, in misura e modalità varie, l’impegno della guida pastorale della nostra famiglia parrocchiale.
Concludo invitandovi a leggere un articolo scritto da Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, pubblicato su Avvenire Mercoledì 9 Settembre 2015 (pag. 24). Mi pare che tale lettura, riportata di seguito, ci possa aiutare all’inizio di un nuovo anno che spero per tutti voi sereno e fecondo di bene. Dio vi benedica e vi doni pace. D. Giuseppe
La misericordia, il cuore per i miseri, è uno dei sentimenti principali attribuiti a Dio e comandati all’umanità in tutta la Bibbia: sta nello spazio dell’amore e indica bontà, benevolenza, indulgenza, amicizia, disposizione favorevole, pietà, grazia. L’amore, la misericordia di Dio è eterna, fedele, preziosa, meravigliosa, migliore della vita, estesa: così la cantano i Salmi. L’evento stesso della rivelazione di Dio è evento di misericordia: Dio visita Israele misericordia motus, mosso dalla misericordia. Così la rivelazione definitiva del Nome di Dio a Mosé nel libro dell’Esodo culmina con l’affermazione: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e compassionevole, lento all’ira e grande nell’amore e nella fedeltà» (Es 34,5-6). A partire da questa rivelazione, in tutta la Bibbia, dai profeti ai Salmi, è ripreso il suo Nome, «misericordioso e compassionevole»: la misericordia di Dio è per ogni essere vivente, per i bisognosi e i sofferenti, per i peccatori; è misericordia eterna, attuale, escatologica. Gesù, venuto a rivelare pienamente e definitivamente Dio, porta a compimento con atteggiamenti e parole questa immagine del Dio misericordioso e compassionevole: è il Vangelo, la buona notizia della misericordia. Anche per Gesù giustizia e misericordia restano in tensione, ma è certo che egli rifiuta il giudizio oggi, nella storia. Come la misericordia caratterizza il suo ministero, così nella sua prassi ogni giudizio è sospeso, ogni condanna non eseguita. Dobbiamo confessare che ancora oggi ciò che di Gesù più scandalizza non sono le sue parole di giudizio e nemmeno il suo «fare il bene». Al contrario, ciò che scandalizza è la misericordia, interpretata da Gesù in un modo che è all’opposto di quello pensato dagli uomini religiosi, da noi! A volte sembra che la misericordia sia invocata da Dio, sia augurata e facile da mettersi in atto, e invece – dobbiamo confessarlo umilmente – in tutta la storia della Chiesa la misericordia ha scandalizzato, e per questo è stata poco esercitata. Quasi sempre è apparso più attestato il ministero di condanna piuttosto che quello della misericordia e della riconciliazione. Basterebbe leggere la storia con attenzione, per vedere con qua-le sicurezza lungo i secoli si è usata la parabola della zizzania (cf. Mt 13,24-30), pervertendola. In essa Gesù chiede di non sradicare la zizzania, anche se minaccia il buon grano, e di attendere la mietitura e il giudizio alla fine dei tempi. E invece quanti cristiani hanno indicato il nemico, il di-verso come zizzania, autorizzando il suo sradicamento, fino alla sua condanna al rogo…Questo messaggio scandaloso della misericordia non è capito da quanti si sentono giusti, in pace con Dio (e per i quali Gesù non è venuto: cf. Mc 2,17!), mentre è compreso e atteso da chi si sente nel peccato, bisognoso del perdono di Dio. È stato così durante il ministero di Gesù, è stato così nella storia del-la Chiesa, è così ancora ai nostri giorni, quando siamo interrogati da papa Francesco proprio sulla nostra capacità di misericordia: misericordia della Chiesa, misericordia di ognuno di noi verso chi ha sbagliato o chi ha bisogno del nostro amore. Spesso siamo disposti a fare misericordia se c’è stata punizione di chi ha fatto il male, se il peccatore è stato sufficientemente umiliato e solo se chiede misericordia come un mendicante. In ogni caso, stabiliamo dei precisi confini alla misericordia, perché pensiamo che certi errori, certi sbagli, certe scelte avvenute nel male e non più riparabili debbano essere punite per sempre dalla disciplina ecclesiastica: per alcuni errori dai quali non si può tornare indietro non c’è misericordia, dunque la misericordia non è infinita, ma a precise condizioni… Ecco il nostro tradimento del Vangelo, ecco come la misericordia ci scandalizza. In altre parole, la sequenza delitto-castigo è incastonata nella nostra postura di credenti, di uomini religiosi, ma dovremmo interrogarci se l’espressione «delitto e castigo» sia cristiana! Perché mai non riusciamo a comprendere che la santità di Dio non splende quando non c’è peccato nell’uomo, ma quando Dio ha misericordia e perdona? Perché non riusciamo a comprendere che l’onnipotenza, la sovranità di Dio si mostra soprattutto perdonando? Alla luce di questa santità di Dio, di questa sua onnipotenza, si può vivere come strumento di buone opere il «Non disperare mai della misericordia di Dio» (Regola di Benedetto 4,74). Quante parole, parabole e incontri di Gesù hanno scandalizzato e ancora scandalizzano i presunti giusti! Costoro, in base al giudizio che danno su se stessi esenti da grandi peccati e smarrimenti, si sentono differenti dagli altri e credono di poter vantare dei diritti davanti a Dio! Che Dio accolga i peccatori pentiti è cosa buona e lodevole, perché egli «è amore» (1Gv 4,8.16), ma che i peccatori e le prostitute precedano nel regno di Dio i sacerdoti e gli esperti della Legge (cf. Mt 21,32), questo è inaudito, ed è pericoloso affermarlo: eppure Gesù lo ha detto apertamente proprio a questi ultimi… Che «il figlio prodigo» sia perdonato dal padre amoroso sarebbe accettabile, magari dopo un tempo di punizione e con la promessa di non reiterare l’errore; ma celebrare in suo onore una festa senza porgli condizioni e ammetterlo in casa senza obiezioni, questo è troppo (cf. Lc 15,20-24): è un pericoloso eccesso di misericordia, perché tutti si sentiranno autorizzati a ripetere la fuga del figlio prodigo, contando sul padre che perdona sempre… E poi in questo modo si sovverte il concetto di giustizia: dove va a finire la giustizia, se c’è un perdono così gratuito, senza condizioni? Sì, la misericordia di Gesù, quella da lui praticata e predicata, è esagerata e ci scandalizza! Siamo più disponibili agli atti di culto, alla liturgia che alla misericordia (cf. Os 6,6; Mt 9,13; 12,7). Ha scritto giustamente Albert Camus nel suo La caduta: «Nella storia dell’umanità c’è stato un momento in cui si è parlato di perdono e di misericordia, ma è durato poco tempo, più o meno due o tre anni, e la storia è finita male».

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