Via San Donato, 38
40127 BOLOGNA
Tel. 051.24.40.90

S.Messe

Domenica: ore 9 e 11
Lunedì: ore 7 e 18.30
Martedì: ore 7 e 18.30
Mercoledì: ore 7 e 18.30
Giovedì: ore 18.30
Venerdì: ore 18.30
Sabato e prefestivi: ore 18.30

Confessioni

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PROGRAMMA LITURGICO dal 5 al 12 febbraio 2017

Domenica 5 febbraio,
V del tempo ordinario,
Giornata per la Vita
6.30 Ufficio delle Letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa, 17.30 Rosario, 17.55 Secondi Vespri,
18.30 Messa.
Lunedì 6 febbraio,
S. Paolo Miki e compagni
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Martedì 7 febbraio,
S. Guarino
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi,
10 Messa a Villa Paola, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina, 21 Lectio Divina settimanale.
Mercoledì 8 febbraio,
Ss. Girolamo Emiliani e Giuseppina Makhita
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Giovedì 9 febbraio 6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Venerdì 10 febbraio,
S. Scolastica
6 Ufficio delle Letture, 7 Lodi, 12.40 Ora media, 17.30 Rosario, 17.55 Vespri,
18.30 Messa, 19.15 Lectio Divina.
Sabato 11 febbraio,
Beata Vergine Maria di Lourdes,
Giornata mondiale del malato
17.30 Rosario, 17.55 Primi Vespri,
18.30 Messa prefestiva, 19.15 Lectio Divina.
Domenica 12 febbraio,
VI del tempo ordinario
6.30 Ufficio delle Letture, 8 Lodi, 9.30 Adorazione eucaristica,
11 Messa, 17.30 Rosario, 17.55 Secondi Vespri,
18.30 Messa.

AVVISI

Domenica 12 febbraio alle 16 il dott. Daniele Benini parlerà su «La relazione di coppia tra amore e desiderio: le coordinate essenziali». Sono particolarmente invitati fidanzati e coniugi.

Lunedì 13 febbraio alle 18 presso la Parrocchia di S. Caterina da Bologna al Pilastro Ignazio De Francesco della Piccola Famiglia dell’Annunziata parlerà del dialogo con l’Islam.

Domenica 26 febbraio alle 16 il dott. Daniele Benini parlerà su «La genitorialità tra amore e desiderio: generare dal punto di vista psichico». Sono particolarmente invitati fidanzati e coniugi.

Mercoledì 1 marzo (Mercoledì delle Ceneri) inizia la Quaresima.

Domenica 5 marzo, Prima domenica di quaresima, Pranzo e incontro comunitario. Alle 15.30 in chiesa Ritiro spirituale.

Domenica 12 marzo viviamo la III tappa del Congresso Eucaristico Diocesano: alle 10 Messa, alle 11 incontro dei gruppi. Alle 16 Anna Braca presenterà l’esperienza dell’affido e di appoggio a bambini. A questo incontro sul tema dell’accoglienza siamo tutti invitati.

NOTIZIE DALLA PARROCCHIA DI S. EGIDIO

Anno 2017 Numero 5 – sabato 4 febbraio 2017

Mapanda

Cari fratelli e sorelle, le scorse settimane il nostro Arcivescovo, mons. Matteo Zuppi, accompagnato da alcuni presbiteri della nostra diocesi, si è recato per la prima volta in visita alla nostra missione bolognese di Mapanda in Tanzania. Vi riporto un’intervista rilasciata ad Avvenire Bologna Sette di domenica 29 gennaio.

Dio vi benedica e vi doni pace. Don Giuseppe

Com’è stata la visita a Mapanda e dintorni, alla diocesi di Iringa con cui ci siamo gemellati?

È una situazione di grande difficoltà perché è una zona povera della Tanzania, una delle zone più lontane dai centri abitati, quindi per esempio non c’è la corrente elettrica, l’approvvigionamento dell’acqua è ancora estremamente difficile, quindi una zona che dimostra come la scelta di quarant’anni fa di andare in Africa e di andare nelle parti dove più c’è bisogno di operai della messe è stata veramente mantenuta, rispettata. La seconda considerazione è che vediamo i frutti di questi 40 anni. Abbiamo goduto di tantissimi frutti nel vedere Usokami che adesso è affidata al clero locale. I nomi dei nostri preti sono ricordati con gioia da tutta la gente, le visite dei cardinali Biffi e Caffarra sono rimaste come momenti di condivisione importantissimi dal vescovo e da tutta la diocesi. E poi ne vediamo i frutti perché soprattutto nella parrocchia di Mapanda che era poco meno della metà della parrocchia di Usokami e che al suo interno ha tantissime piccole comunità, tantissimi luoghi e villaggi, vediamo come i frutti sono ancora evidentissimi. Sia nella costruzione delle piccole cappelle dove la comunità si può ritrovare la domenica o negli altri giorni, ma anche sostanzialmente in quella che è la prima evangelizzazione. Cioè siamo ancora alla prima generazione di cristiani e questo è appassionante, affascinante iniziare oggi quello che da noi appare tanto lontano. Se parliamo per noi della nuova evangelizzazione lì si tratta proprio della prima evangelizzazione.

In questa realtà ci sono varie componenti: sacerdoti fidei donum, suore Minime, famiglie della visitazione… Tutto questo come interagisce con la società?

In due modi. Anzitutto tra le diverse presenze c’è molta comunione e questo mi ha dato molta gioia, c’è molta collaborazione tra i fidei donum, le Piccole famiglie della visitazione e le Minime come con altre presenze della diocesi di Bologna sia lì che nella zona. E poi c’è una presenza di promozione umana. L’esempio dell’ospedale di Usokami che è l’ospedale di tutta la zona che affronta uno delle sfide più importanti nel mondo, in Africa in particolare, che è quella dell’Aids. Per cui l’ospedale di Usokami con le Piccole famiglie della visitazione garantisce la terapia a 4mila persone. Questo, affiancato anche a una presenza della Comunità di Sant’Egidio a Iringa, affronta un tema tragico, perché è una delle zone dove la percentuale dei malati di Aids è la più alta di tutta la Tanzania.

Per il futuro ritiene sia importante continuare questa presenza della nostra diocesi?

La presenza in Africa credo sia il frutto di questi 40 anni e credo sia una responsabilità che dobbiamo comunque mantenere e che tra l’altro ha l’aiuto di tanti. Penso ai tanti punti di appoggio alle persone che aiutano in tanti modi. Tutti possiamo fare ancora di più perché con poco si può fare tantissimo ed è una presenza diocesana, quindi non è soltanto degli addetti ai lavori ma ritengo che sia anche con la consapevolezza di tutta la diocesi di questo legame, di questo dono che è aiutare una Chiesa a crescere e a difendere la vita nelle zone dove la vita non vale nulla. Poter equilibrare almeno un po’ l’ingiustizia nel mondo credo che sia una possibilità e un dono per le nostre comunità e per tutta la nostra diocesi.

Inizialmente, quando è cominciata la missione siamo sempre andati con l’intento di dare in modo univoco. Adesso forse queste Chiese possono darci anche loro qualcosa…

Credo che fin dall’inizio in realtà non è mai stato soltanto il dare, ma subito si è trasformato nel ricevere tantissimo. Tutti i nostri sacerdoti, le tantissime persone che hanno conosciuto la presenza della diocesi di Bologna a Iringa hanno ricevuto molto più di quanto hanno dato. Oggi è sempre di più un discorso di comunione, ma credo lo sia stato fin dall’inizio. Proprio perché quando alcuni pensavano di dare delle cose, in realtà abbiamo dato altre cose e abbiamo ricevuto molto di più.

Cosa in particolare?

La consapevolezza di quanto noi abbiamo. Ci è stata data testimonianza di tanti che aiutano a riscoprire la gioia del Vangelo, abbiamo scoperto come di fronte alla povertà bisogna trovare delle risposte e di come la Chiesa può vivere le sue due vocazioni: quella dell’evangelizzazione e della promozione umana in maniera profondamente unita, con una che nutre l’altra.

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